Corso di Pittura e Disegno

 

  Calendario corsi   galleria per iscriverti contatta il centro
 
CORSI DI PITTURA E DISEGNO serali
corso di pittura a Pordenone
corso di pittura a Venezia Mestre
corso di pittura a Udine
corso di pittura a Treviso
corso di pittura a AVANZATO
Lezioni private di disegno e pittura
Preparazione all'esame di ammissione all'Accademia di Belle Arti
Preparation Course entrance exam at the Academy of Fine Arts
CORSI FULL IMMERSION
corso di pittura ACQUERELLO
corso ACQUERELLO avanzato
corso ACQUERELLO BOTANICO
corso di pittura a Olio
corso di pittura Acrilica
corso di Soft Pastell
corso di Disegno a mano libera
corso di Disegno a Mano Libera per studenti Architettura e Design
corso di Disegno per TATUATORI - Master ®
corso di Ritratto
corso di Nudo
corso di Manga
corso di Acquerello a BAGNO VIGNONI (SI)
ARTETERAPIA SEMINARI
Arte Terapia
Il Movimento dei 22 Arcani.
Acrescimento della Creatività
CORSI GRATIS on line
corso di pittura ad acquerello gratis online
corso di ritratto gratis online
ALTRO
organizza un corso nella tua città
INFO sull'Associazione Culturale
INFO su Pietro Disegna
mostre eventi
link
CORSI IN DVD
corso di pittura ad acquerello DVD
TECNICHE CONOSCITIVE
PARTNER
www.corsodidisegno.it
www.pietrodisegna.com
 
Pietro Disegna

PIETRO DISEGNA

Artista, Maestro d'Arte Applicata, Industrial e Interior Designer, Scuola del Nudo. Tecniche pittoriche tradizionali, pittura digitale e grafica vettoriale. Formazione in Grafica 3D e Animazione Fotorealistica.
Master in Gestalt Counselling. Master in PNL (Programmazione Neuro-Linguistica), Coach riconosciuto dalla National Federetion of NeuroLinguistic Programming (Florida/USA).
Dal 1998 tiene corsi di disegno a mano libera, pittura e potenziamento della creatività in varie regioni d'Italia, si esprime attraverso la pittura, la scultura, l'illustrazione, il fumetto, la grafica, l'art counselling.
Studia e promuove l'arte, le tecniche dell'arte, lo sviluppo della creatività e la crescita personale.
Con numerose esposizioni personali trascorse di pittura e scultura.
Consulente per la comunicazione e immagine per aziende del settore cosmetico.
Tiene conferenze sulla teoria e pratica del colore, sull'espressione grafico-pittorica e sulla creatività.
Ha insegnato disegno a mano libera e pittura presso l'Università degli Studi di Udine, Scienze della Formazione.

Sito ufficiale:

www.pietrodisegna.com

Catalogo PietroDisegna 2016 pdf

,"Verso l'arte"
Pietro Disegna

Dopo una lunga esperienza nell'arte astratta, colpito dall'arte di Klee, Pollok, Renoir, Picassso, Kandinskij e Mirò, ho sentito la necessità di trovare un nuovo modo di esprimermi con la pittura.
Nelle espressioni e nelle correnti dell'arte del secolo scorso individuo aspetti analitici "distruttivi"in senso positivo, che dividono, frazionano e spezzano per mettere in discussione e superare le modalità espressive del passato. Ne sono esempi: la scomposizione della forma, la divisione della luce, lo stravolgimento della prospettiva, la decontestualizzazione dei simboli e degli oggetti di uso comune, la rottura dello spazio e l'annullamento della superficie pittorica, l'uso dei pixel per esprimere i dettagli o il complesso di emozioni e concetti.
Oggi voglio esprimere e manifestare, attraverso la mia pittura, la necessità di trovare un nuovo fondamento su cui poggiare l'arte: un nuovo archetipo dell'arte. Una radice sana, un punto di partenza caratterizzato, non un'attività analitica, ma legato all'esperienza di una azione che parte dal vuoto. Terreno fertile dove si trova l'energia massima e attraverso la coscienza che osserva e percepisce se stessa senza interferire. Voglio sperimentare e manifestare gli aspetti e le dimensioni dell'essere umano: la fisicità, il pensiero, la spiritualità, il carattere, il sentimento, la bellezza, la volontà, l'amore, la consapevolezza, il Sé essenziale.
Credo che il tempo dell'analisi "distruttiva", e della negazione necessaria per fuggire e stravolgere l'arte del passato, sia terminato.
Credo sia necessaria una nuova rotta per avanzare, un percorso nuovo da intraprendere non per "andare via da" ma per "andare verso".
L'arte oggi può manifestarsi in qualsiasi modalità. Può liberamente attingere alle esperienze del passato sia da un punto di vista tecnico che formale, purché parta da questo nuovo presupposto. Cioè dall'osservazione di sé, per produrre un'arte che non sia più una reazione agli eventi e alla realtà ma una azione consapevole dell'accadimento. L'artista non può rappresentare la realtà prescindendo dalla rappresentazione di sé stesso e, per rappresentarsi, deve andare verso la conoscenza di sé. Lo scarto che c'è tra la fredda conoscenza e la comprensione è un vuoto che va colmato attraverso l'accrescimento della consapevolezza. Basta con l'immagine e il concetto estetico messi su un piedistallo, è necessario svegliarsi dalla trance indotta da affascinanti idee ammaliatrici che alimentano il nulla.
Secondo la teoria della comunicazione, la natura della realtà, gli eventi e i fenomeni sono percepiti dall'osservatore in modo distorto a causa del "rumore" che l'osservatore stesso produce.
Andare verso la conoscenza del mezzo attraverso cui si osserva, cioè se stessi con le proprie percezioni, è di primaria importanza soprattutto per l'artista che è portavoce del divenire. Se osserviamo il fenomeno attraverso una lente distorta o scheggiata, la nostra percezione sarà inevitabilmente distorta. Allora è necessario andare verso la conoscenza e la consapevolezza della lente attraverso cui osserviamo non per ricreare l'utopia di una realtà più oggettiva, ma per restituirne l'immagine in modo consapevole.

Pietro Disegna

 

CRITICA

L'etica creativa di Pietro Disegna
di Riccardo Triolo

Pietro Disegna è un artista poliedrico, le cui scelte estetiche trovano precise e significative corrispondenze con la sua vicenda di vita.
Lo conosco da molti anni e sono testimone delle decisioni che lo hanno portato progressivamente e con determinazione a dedicarsi anima e corpo all'arte, abbandonando ogni altro mezzo di sussistenza che non fosse connesso con la creatività e con la trasmissione del suo sapere.
Col tempo e grazie alla sua arte, Pietro mi è parso negli anni cambiare profondamente; il suo temperamento gioioso placarsi, la sua intelligenza creativa distillarsi in gesti sempre più misurati e intensi. Dall'immediatezza e aggressività dei suoi squillanti ed estetizzanti acrilici degli anni Novanta sembra trascorsa un'era. Così come dai tempi del gioco facile, della battuta gustosa e dei nonsense che animavano le serate trascorse insieme ad amici comuni.
Oggi Pietro Disegna appare serafico, distaccatamente ma acerrimamente critico nei confronti della realtà di oggi. Tra i corridoi e gli ampi spazi vuoti della sua casa-studio, disseminata di oggetti che alludono e ostentano la volontà di un ritorno alla semplicità, quando non alla sobrietà (arredi di recupero, materie prime) si respira un'aria solo apparentemente placida.
Piuttosto si è colti alla sprovvista dai segni di un'inquietudine esistenziale, da una sete di risposte che si traduce nella presenza interrogativa di un'altalena ancorata al soffitto del soppalco, nell'allusività di un grande monitor posto su un tavolo vicino al luminoso ingresso, nel bagliore elegante e fiabesco delle sue lampade di carta bianca, a schiarire scorci di una quotidianità sospesa, nell'icasticità di una serie di forme irrisolte che segnano altrettanti interrogativi formali (sculture, porzioni di opere), nella rilettura del feng – shui.
La poliedricità e la frammentarietà del percorso artistico di Disegna appaiono qui in tutta la loro paradossale organicità. Organico è il percorso dell'artista oggi, perchè l'organicità e l'unione, all'insegna dei principi filosofici di consapevolezza e armonia cari al mistico armeno Georges Ivanovi? Gurdjieff, cui si allude, direttamente e indirettamente, in molte opere, sono i punti cui l'esistenza umana di Pietro Disegna sempre, incessantemente tende.
La sua è una critica artistica e perciò pragmatica alla cecità e alla vanità del mondo contemporaneo, non lontana dalle pratiche ecologiste in senso lato (ecologia del pensiero come ambiente e dell'ambiente come pensiero) che uniscono a livello transnazionale movimenti e comunità che ricollocano urgentemente l'etica al centro dell'agire umano. L'etica creativa è quindi il fulcro della recente produzione artistica di Pietro Disegna: quadri, sculture, oggetti ed idee di biodesign, progetti formativi ed educativi che sembrano cercare, chiedere e infine promuovere un concetto il più possibile organico dell'esistenza umana.

Le tempere all'uovo: etica ed estetica dell'organicità
Nel recupero dell'antica tecnica della tempera all'uovo, ripresa da manuali storici, sperimentata e perfezionata nel corso di lunghe e ostinate sessioni di studio e applicazione, è chiaramente leggibile l'etica creativa di Pietro Disegna.
La pazienza richiesta da questa tecnica, dall'avveduta ricerca dei pigmenti naturali originari alla preparazione della tempera, dalla stesura rapida e precisa del colore al controllo lento e minuzioso della pennellata per la resa dei chiaroscuri, costringe l'artista a un lavoro su di sè, di selezione e pregnanza del soggetto dipinto, di esattezza di scelte cromatiche, infine di consapevolezza del gesto pittorico, tali da assimilare il pittore stesso alla sua creazione. In queste opere, realizzate tra il 2006 e il 2008, si esprime felicemente l'organicità che sta alla base delle scelte biografiche e artistiche di Disegna.
Pittore e quadro sono inseparabili. Il senso dell'opera sembra compiersi allora solo nella loro unione, nel fluire del sè dell'artista nel gesto pittorico, e infine nel bagliore che coglie lo spettatore a contatto con quel misterioso precipitato umano. Lo spettatore è però costretto ad avvicinare l'artista per cogliere i significati che soggiacciono alle sue scelte formali: una teoria (ancora Gurdjieff, ma anche la cabala ebraica e i tarocchi), un concetto, un'allegoria. Disegna chiude il senso dei suoi dipinti, raramente consente allo spettatore il libero viaggio nel suo mondo, anzi lo costringe a rispondere all'interrogativo del significato, tende ad assimilarlo alla visione organica che i suoi dipinti fortemente richiedono.
In Settima dominante (tempera all'uovo su tavola, cm 103,5x91) il grande albero nasconde e insieme rivela l'accordo più attraente di tutti, che qui sembra risuonare in una richiesta urgente di omogeneità e sintonia con l'universo di cui è il simbolo.
In Gurdjieff (tempera all'uovo su tavola, cm 103,5x91) l'osservatore è esplicitamente chiamato in causa, ma negativamente, quasi a chiedere che osservi, che guardi, che interroghi le forme e le superfici cromatiche, nell'immagine del volto bendato. Ancora in Wind (tempera all'uovo su tavola, cm 54x101) la frontalità dei volti chiede allo spettatore di posizionarsi di fronte al quadro come di fronte a se stesso, a scongiurare la disunione, la dissonanza, la scissione di sè, per ritrovarsi nel molteplice.

Vanità e struttura:
La serie esposta nella recente mostra dal titolo Vanità e struttura (20 settembre – 5 ottobre 2008, Palazzo La Loggia, Motta di Livenza) segna una svolta nella poetica di Disegna.
Impulsivi e sanguigni quanto i primi acrilici, ma più inquieti drammatici, i grandi pannelli della serie sono realizzati con una tecnica finora inutilizzata dall'artista. Il pigmento puro, direttamente steso sulla superficie (ancora tavole di legno) è distribuito a strati progressivi con una vernice lucida.
L'effetto, lucidissimo, respingente, è un connubio stridente di colori, in cui dominano le tonalità fredde, contrastate da spruzzi e getti di colore accesissimo ed intenso (Vanità e struttura 3).
Un impasto reso omogeneo dalla superficie lucida, che sembra schermare la materia pittorica e riflettere, come uno specchio, lo spettatore, al punto da far pensare a superfici riflettenti protese verso la vanità epidermica del mondo, contro la struttura che, dallo sfondo, emerge a marcare il suo ruolo di ossatura della relazione dell'uomo con se stesso e con gli altri.
Il segno grafico, volutamente puerile (Vanità e struttura 18) o estetizzante (Vanità e struttura 10), è portatore di struttura, laddove l'impasto cromatico è il segno viceversa della vanità, della superficialità e dell'effimero emotivo che ci attrae e ci respinge, ancora una volta disunendoci (Vanità e struttura 22).

Riccardo Triolo

Può l'astratto far pensare?
di Moreno Gaudenzi

Per la mostra di Pietro Disegna dal titolo; Vanità è struttura....
1 In questa occasione siamo protagonisti o spettatori di un intervallo nel percorso di ricerca di Pietro Disegna. Sempre il processo di ricerca, che è anche un processo creativo, procede per fasi successive. Adesso siamo su un ponte di collegamento fra una fase di provenienza figurativa (in cui si conosce già abbastanza quello che stiamo facendo, scrivendo, dipingendo, costruendo, quando possiamo dire di conoscere abbastanza il senso e le modalità di produzione dei nostri oggetti) ed una fase di arrivo astratta. Nella prima tappa per noi è oramai già noto quello di cui trattiamo. Quando vediamo che nell’ultimo lavoro corriamo il rischio di ripetere è da qui che dobbiamo procedere avanti verso il nuovo: un qualcosa che non conosciamo.

2 In questa mostra l’artista ci chiama a vedere i suoi lavori, disposti sui due piani della galleria. All’ultimo piano è in mostra l’ultima tappa del suo percorso; questi lavori sono oramai definitivamente conclusi, senza residui di incompletezza e fanno parte del passato. Costituiscono la fase figurativa precedente al tema astratto di oggi. Questi lavori ci ricordano la componente simbolica, un discorso che rappresenta la storia dell’uomo con le sue figure allegoriche, animali, quasi dello zodiaco. Quella ricerca oramai familiare in cui opera Disegna, con sognante disinvoltura, poteva proseguire considerando la raffigurazione del mondo dei numeri, o quello dei nomi, o quello delle carte dei tarocchi. Ogni immagine sarebbe potuta essere riportata con gli stessi canoni di forma, dimensioni e colori.

3 Ma Disegna ha deciso di passare ad un a nuova fase, senza sapere dove questo avrebbe portato: in questa scommessa “alla cieca”, sta il percorso creativo, nel non sapere il seguito. In questa “ripartenza” l’oggetto da costituire ha inizialmente le caratteristiche dell’impossibile: non sappiamo come sarà, quando arriverà, quindi cosa sarà. Questa fase può facilmente risultare caotica e con il caos, l’indeterminatezza che si attraversa, può risultare solitamente confusa. Infatti sono presentate molte opere, forse la maggioranza, tormentate, stridenti, dove le due componenti -che vedremo- del titolo della mostra, vanità e struttura, non trovano un equilibrio, un compiacimento. Ma d’altro canto perché dovrebbero andare d’accordo due aspetti così differenti?

Qualche lavoro invece sembra che sia già fuori dal caos, in una situazione risolta e più precisa dove cioè il litigio e l’intreccio mancano. Sono più chiari e distinti i due aspetti, quello della vanità e quello della struttura.

4 Il tema “vanità e struttura” trova una semplificazione nella lettura attribuendo al colore e alla vernice lucida applicata alla fine, il valore della vanità: squillante, esaltata, esuberante, che salta l’occhio, quasi sfacciata. In questa schematizzazione Disegna attua una decisa contrapposizione fra colore e segni, che invece debbono indicare, “segnare” la struttura, con forme leggibili, anche se solo alluse: un piede, un accenno di viso, la sagoma di un albero o dell’orizzonte, un limite. Questi ambiti portano alla mente Klee, soprattutto.

In questa distinzione traspare un giudizio di carattere etico e politico verso i nostri tempi moderni, dove quasi l’essere umano deve essere sempre all’altezza dell’estetica pubblicitaria, perfetto nella cosmesi, nel vestiario, negli accessori. Deve corrispondere in quello che ci si aspetta da lui in quanto essere esteticamente coerente con i canoni commerciali della moda e delle tendenze culturali.

Il diverso si accomodi e scelga pure se vuole provare il brivido dell’emarginazione della propria identità, se troppo discordante dalla massa.

Per la componente struttura l’autore si concentra sul segno e vuole riferirsi ad una parola di forte tenore psicologico, la consapevolezza. Abbiamo parlato assieme a lungo di questo, ma non si può dire con precisione, come delle forme possano rappresentare la conoscenza di sé stessi, gli aspetti della nostra personalità. Questa combinazione di vanità e struttura veramente resta un tema da pensare singolarmente.

5 Dal lavoro di questa esposizione si può ricavare inoltre l’invito a trovare l'intervallo perduto fra la convulsa confusione del ridondante e del troppo. Siamo passati dalla paura tremenda del vuoto, “orror vacui” che ha caratterizzato la storia del genere umano, per cui l’uomo primitivo si è trovato a riempire le proprie grotte di disegni che gli facessero compagnia, all’eccesso del pieno in ogni settore della nostra vita quotidiana, dalla musica presente continuamente in ogni momento, alla densità di oggetti che ci circondano, utensili, elettrodomesti e ripetitori musicali di ultima generazione. Prevale talmente il terrore di trovarsi senza niente da guardare, senza niente da ascoltare, senza niente che riempia la testa, che sembra impossibile e paradossale che qualcuno possa riuscire ancora a pensare liberamente, e non come suggestione e reazione per ciò che ci circonda. Dovremmo tentare di uscire dal terrore del vuoto e considerare e percepire piuttosto un terrore per il pieno, “orror pleni” , quasi dal sapore di protesta, come scrive Gillo Dorfles in ‘L’intervallo perduto’ (ed Skira 2006), per giungere a gustare l'imprevisto del nulla o di qualcosa che non è ancora definito e per questo astratto.

6 Suggerisco un esperimento. Cercate ‘a colpo d’occhio’ un’opera che vi piace istintivamente, senza pensarci troppo. Avvicinatevi ed immaginate, come se foste in un bosco (da cui comunque si esce di sicuro) di camminare dentro il quadro. Cosa vi piacerebbe trovare? O chi? Cosa vi fa pensare mentre procedete inciampando in una macchia troppo densa di colore o in un quadrato? Restate dentro questo tempo che avete e gustatevi l’amore per la luce che proviene dall’immaginazione di Pietro Disegna.

Motta di Livenza, 20 settembre 2008 Moreno Gaudenzi

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
 
web site by Pietro Disegna